Covid-19 – Il Virus della Paura Arriva il vaccino per le fake news da coronavirus

Immagine che contiene cibo

Descrizione generata con affidabilità molto elevata

Docufilm, Libro e Collana Ecm: un progetto virale per professionisti sanitari e cittadini

Covid-19 – Il Virus della Paura è il più grande progetto di formazione e informazione finanziato da privati sulla pandemia da Covid-19. Prodotto da Consulcesi, l’obiettivo è di fare chiarezza su quello che è stato e su quello che potrebbe succedere in futuro per aiutare medici e cittadini a orientarsi in una giungla di informazioni, tra evidenze scientifiche e fake news. Tutti gli introiti saranno devoluti alla Protezione Civile e questa iniziativa la stiamo portando avanti con il supporto delle istituzioni e delle principali realtà scientifiche.

Covid-19 – Il Virus della Paura è realizzato con consulenza scientifica del Direttore dell’Istituto Lazzaro Spallanzani Giuseppe Ippolito, di Massimo Andreoni dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” dello psicoterapeuta Giovanni Nardoni e vede il coinvolgimento di influencer scientifici e dello spettacolo.  

Quattro sono le aree coinvolte, dalla formazione, all’ arte e cultura alla solidarietà.

• Formazione: progetto formativo accreditato Ecm presso il Ministero della Salute, destinato a tutti gli operatori sanitari italiani ed esteri (collan a di corsi professionali anti-Covid-19)

• Arte e Cultura: libro e Docufilm destinati alla collettività

• Solidarietà: sostenere la Protezione Civile attraverso i proventi derivanti da eventuali vendite del libro e del docufilm

Il primo step di questa maxi operazione è l’uscita venerdì 24 aprile del libro, gratis con il quotidiano Libero “Covid-19 – il virus della paura”. Il libro diventa un ebook gratuito, fruibile da tutti a partire dai primi di maggio, anche in lingua inglese. L’area formativa su arricchisce del Docufilm formativo Ecm in Fad, destinato agli operatori sanitari. A seguire, il Docufilm destinato al grande pubblico che sarà distribuito da importanti distributori di prodotti video (piattaforme video streaming/on demand, tv, cinema, festival, etc..)

Da sempre al fianco di medici e operatori sanitari, Consulcesi ha in questo periodo concentrato tutte le su risorse nella realizzazione di questo progetto basato sull’informazione corretta e anti bufale contro il coronavirus, oltre che al sostegno di un milione di euro in mascherine e altri DPI per diversi ospedali colpiti.

COVID 19 – FASE DUE. L’ESPERTO: «ECCO I CIBI PROMOSSI PER REINTEGRARE LA VITAMINA D DOPO LA QUARANTENA»

“La vitamina del Sole è importante per il nostro sistema immunitario”. Con la nutrizionista Silvia Migliaccio, il corso FAD di Consulcesi ed i consigli utili su alimentazione e integratori per sopperire alle carenze

Roma, 30 aprile 2020 – Salmone, sgombro e tonno. Ma anche olio di fegato di merluzzo, tuorlo d’uovo, burro e formaggi grassi. E all’occorrenza un supplemento specifico da concordare con il proprio medico. È così che per Silvia Migliaccio, segretario nazionale Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, si può sopperire, almeno per il momento, a eventuali carenze di vitamina D, conseguente a queste lunghissime settimane di quarantena. “Moltissimi italiani, chiusi in casa e alcuni senza possibilità di usufruire di giardini o terrazzi, non hanno avuto occasione di esporsi a sufficienza ai raggi solari, la nostra principale fonte di vitamina D”, spiega la nutrizionista, tra i principali esperti coinvolti nei corsi ECM FAD su “Nutrizione ai tempi del coronavirus” organizzati da Consulcesi, azienda impegnata sul fronte coronavirus con un progetto integrato e formativo https://www.covid-19virusdellapaura.com/

  “La vitamina D è un ‘ingrediente’ essenziale per il nostro organismo, specialmente ora che rischia di trovarsi dinanzi a un nemico sconosciuto, il virus responsabile del Covid-19”, aggiunge. 

“La vitamina D svolge diverse importanti funzioni a livello del nostro organismo”, dice l’esperta. “Innanzitutto, aiuta a far assorbire il calcio che introduciamo con gli alimenti da parte dell’intestino. Poi aiuta – continua – i processi di mineralizzazione a livello scheletrico, prevenendo il rachitismo nell’infanzia e l’osteomalacia negli anziani. Inoltre, dati recenti mettono i bassi livelli di vitamina in correlazione con una minore risposta immunitaria, con alterazione dell’omeostasi dei glucidi, con la ridotta funzionalità muscolare negli anziani, con la predisposizione per alcune tipologie tumorali. In particolare, i bassi livelli di vitamina D negli anziani sono stati messi in relazione con una minore risposta immunitaria”. Da qui nasce la necessità di portare la “vitamina del Sole” sulle nostre tavole o, sotto consiglio medico, di reperirla in farmacia. 

“La vitamina D è contenuta soprattutto in alimenti grassi quali salmone, sgombro e tonno”, spiega Migliaccio. “La possiamo trovare anche nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo, nel burro e, in generale, nei formaggi più grassi. Tuttavia, la quantità contenuta in questi alimenti – prosegue – è relativamente bassa, e nei casi di deficienza l’alimentazione non riesce a sopperire alle necessità dell’organismo. In questi casi è utile fare ricorso ad un integratore che permetta di ripristinare i normali valori ematici. Le modalità d’integrazione possono essere mediante il colecalciferolo o mediante il calcifediolo, che possono essere assunti con diverse posologie”. In generale, sarà da valutare in ogni singolo individuo l’eventuale necessità di integrare specifici nutrienti.

“La buona notizia è che se l’alimentazione durante la quarantena si è mantenuta corretta ed equilibrata, seguendo lo schema della dieta mediterranea e quindi con 5 porzioni di frutta e verdura (con un introito calorico adeguato alle necessità dei singoli individui) non si dovrebbero manifestare carenze specifiche né di sali minerali né di vitamine”, specifica Migliaccio. “Inoltre, una graduale ripresa dell’attività fisica all’aperto, aiuterà a ripristinare la massa muscolare che purtroppo è stata poco sollecitata”, conclude.

L’impegno di Consulcesi contro il coronavirus, vede l’azienda impegnata in un progetto integrato https://www.covid-19virusdellapaura.com/ che va da un’intera collana di corsi ECM FAD sul coronavirus, a l’ebook Covid 19 Il Virus della Paura contro infodemia e fake news, al docufilm in uscita.

Emergenza Coronavirus, Consulcesi & Partners lancia l’allarme: Medici e personale sanitario privi di dispositivi di protezione individuale

La pandemia da COVID – 19 sta provocando un alto numero di vittime non solo tra la popolazione, ma anche tra il personale medico e sanitario. Stando agli ultimi dati diffusi, sono quasi 5000 gli operatori sanitari colpiti dal contagio, circa il 10% di chi si è sottoposto al tampone. Molti di questi non ce l’hanno fatta, pagando con la loro vita l’abnegazione e il sacrificio per il lavoro sul campo. Infatti, dietro agli elogi per gli 8000 volontari che hanno deciso di aderire alla richiesta della protezione civile per fronteggiare l’emergenza sanitaria, si nasconde una realtà difficile, che parla di una classe medico – sanitaria ormai estenuata da turni massacranti. Inoltre, dalle testimonianza giunte presso il team legale Consulcesi&Partners, gli operatori medico – sanitari lamentano una scarsa attenzione per il rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro. L’elemento più grave segnalato dai professionisti del settore è la totale assenza di adeguate misure per la protezione individuale, venendo meno a quanto previsto dall’articolo 5 del Decreto “Cura Italia”. Quest’ultimo, infatti, prevede che i dispositivi di protezione individuale debbano essere messi a disposizione prima di tutto degli operatori medico – sanitari; inoltre, le disposizioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 marzo avrebbero dovuto trovare attuazione entro 5 giorni dalla sua entrata in vigore. Stando alle disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i professionisti del settore medico – sanitario devono indossare filtranti respiratori FFFP2 e FFFP3 per le procedure che generano aerosol. Inoltre, diventano obbligatori l’uso della protezione per il viso, del camice impermeabile a maniche lunghe e dei guanti. Queste importanti misure di sicurezza non sono purtroppo rispettate in molti nosocomi e, dunque, il personale si trova a lavorare in condizioni estreme, per la scarsità o manca di dispositivi di protezione individuale adeguati. 

Da alcune segnalazioni è emerso come in alcuni ospedali si sia fatto ricorso ai panni swiffer, utili per spolverare, come misure di protezione individuali. Sono Sardegna, Sicilia e regioni del Sud a lanciare l’allarme più urgente. Oltre ai dispositivi di protezione, si registra anche il mancato aggiornamento delle misure, già esistenti, in tema di rischio da agenti biologici. Inoltre, molti medici liberi professionisti che lavorano in struttura private adibite in luogo di cura per i malati da Coronavirus, si sono trovati costretti ad acquistare autonomamente gli strumenti di protezione personale e a reperire da soli di una copertura assicurativa idonea per poter proseguire il loro operato in questa situazione di grave emergenza. Pertanto, Consulcesi & Partners diventa una sorta di mediatore tra la classe medica e i datori di lavoro perché, seppur consapevoli della situazione di particolare eccezionalità che si sta vivendo, si vigili sul rispetto delle tutele di sicurezza e di lavoro essenziali per tutti i professionisti del settore medico – sanitario. Infatti, all’intera categoria sarà importante riconoscere elogi nel presente e nel futuro, oltre che i minimi livelli di garanzia, di cui ha diritto ogni lavoratore. In questa situazione di emergenza, poi, la tutela e la salute dell’incolumità dei professionisti del settore dell’intera popolazione sono priorità ancora più stringenti. Il pool legale Consulcesi & Partners, invece, continua a ricevere segnalazioni, che raccontano di una situazione ancora distante da questi standard di sicurezza.

Emergenza Coronavirus. Tortorella Consulcesi: “Più attenzione ai giovani medici”

«PIU’ ATTENZIONE AI GIOVANI MEDICI, GRAVE MANCANZA BORSE SPECIALITA’ IN DECRETO CONTE»

Marotta, SIGM giovani medici: «Delusi dal mancato stanziamento dei fondi in ultimo decreto per formazione, ma non ci fermeremo»

Al via accordo Consulcesi- Sigm per tutela legale, assicurativa e formazione gratuita ai giovani medici 

Roma, 24 marzo 2020 «Cancellare i fondi per le borse di specialità in medicina con l’ultimo decreto legge emanato dal governo è stato un colpo di spugna che non ci voleva. In un momento in cui il Servizio Sanitario è sotto pressione per l’emergenza coronavirus, sarebbe stato doveroso dare un segnale ai giovani medici che rappresentano il futuro del nostro Ssn». È il commento di Massimo Tortorella Presidente Consulcesi all’ultimo provvedimento con le misure specifiche per la sanità, annunciato dal Consiglio dei Ministri. A pronunciarsi sul tema anche il Presidente FNOMCEO Filippo Anelli, chiedendo, in una nota stampa, un ulteriore impegno al Governo su borse di studio per evitare un gap formativo in futuro. È forte il rammarico della SIGM, il Segretariato Italiano Giovani Medici, che affida ad un post sulla pagina Facebook, – che conta oltre 22 mila contatti attivi –  il resoconto della vicenda: «Il 26 febbraio abbiamo incontrato il Ministro dell’istruzione, e abbiamo ribadito della assoluta necessità di inserire un numero di contratti adeguato per il concorso di specialità. Il Ministro sembrava aver compreso, anche se a causa di questa emergenza, che solo con un finanziamento di nuovi contratti di formazione, il nostro SSN resterà un giorno in piedi. …Viene poi pubblicato il testo definitivo del DL. Cancellato ogni stanziamento per le borse. Ancora una volta, una manovra dell’ultimo minuto, ha eliminato quello che era stato inserito nella bozza»

I giovani medici hanno deciso di «reagire e farci sentire come mai prima d’ora …e lo vogliamo fare in tutte le vie. Invitiamo a tal scopo tutte le associazioni e gruppi di studenti a collaborare insieme nella mobilitazione. Dobbiamo muoverci uniti» si legge ancora nel post Facebook.  

A rispondere alla richiesta di aiuto del Segretariato italiano Giovani Medici SIGM è Consulcesi, network di tutela legale specializzato in ambito sanitario. Proprio ieri infatti, SIGM e Consulcesi hanno stipulato un accordo d’intesa, a titolo gratuito, in cui Consulcesi si impegna ad offrire ai giovani camici bianchi un pacchetto di servizi e agevolazioni assicurative e legali, mirate proprio a sostenere al meglio il giovane medico che si avvia alla professione. 

«Siamo soddisfatti di questo accordo con Consulcesidichiara Claudia Marotta, Presidente SIGMper noi è importante che sia le istituzioni che le altre realtà vicine al mondo della sanità ci mostrino attenzione in questo momento; perché tutti uniti potremo decidere le sorti e portare avanti la classe medica del nostro Paese».

Gli iscritti a SIGM potranno accedere gratuitamente alla polizza assicurativa, nonché a servizi di consulenza legale altamente specializzati su problemi di natura lavorativa civile e penale in ambito sanitario. Potranno, inoltre usufruire di oltre 200 corsi di formazione Ecm e dell’accesso gratuito alla World Scientific Press. Per potersi iscrivere, visitare il sito www.consulcesi.it o chiamare il numero 800135938

«Da sempre al fianco dei giovani medici con le battaglie contro il numero chiuso, per l’accesso libero alla Facoltà di Medicina e attraverso le vertenze legali per gli ex specializzandi, anche oggi Consulcesi si schiera al fianco dei giovani medici». Dichiara Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi. 

Formazione Medici, alert di Consulcesi agli operatori sanitari

«Pesano anche gli aspetti economici e sociali: i provider generano contributi di 16milioni annui al sistema formazione e l’indotto supera i 100mila dipendenti diretti e indiretti 

Roma, 29 novembre 2019 – Il tema dell’aggiornamento ECM è di stretta attualità in queste ultime ore, alimentato non solo dalle dichiarazioni dei vertici della sanità italiana ma anche dal mondo dei cittadini e dei pazienti che chiedono riscontro della formazione dei professionisti a cui dovranno affidare la loro salute. In particolare, l’Adiconsum, rivolgendosi direttamente al ministro Speranza, ha parlato di «buona formazione» come antidoto all’escalation di contenziosi dei pazienti nei confronti dei medici, aggiungendo che «è statisticamente provato che un professionista aggiornato è soggetto a minori richieste di risarcimento». Il 31 dicembre 2019, infatti scade l’obbligo formativo per medici e odontoiatri che prevede 150 crediti per l’aggiornamento professionale (Ecm o educazione continua in medicina) per il triennio 2017-2019. Per chi non dovesse mettersi in regola, entro la scadenza del 31 dicembre di quest’anno, potrebbero scattare le sanzioni degli Ordini.

Consulcesi, network legale e di formazione medica, scende in campo al fianco degli operatori sanitari, evidenziando da un lato che «la corposa minoranza che non assolve l’obbligo di legge rischia di screditare l’eccellenza del sistema salute italiano» e dall’altra sposando gli appelli che stanno giungendo da numerosi Presidenti di Ordini a regolare la propria posizione. Da ultimo, tra questi, il Presidente dell’OMCeO Palermo Toti Amato che, rivolgendosi ai colleghi, ha scritto: «alla luce delle sollecitazioni del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, e delle ultime attenzioni sul tema diffuse attraverso la stampa dalle associazioni, in difesa dei pazienti, invito chi non fosse riuscito a completare il percorso formativo necessario, a prendere le necessarie misure, approfittando anche dei sistemi di Formazione a distanza, in modo da evitare le relative sanzioni previste dalla legge e preannunciate dalla stessa Federazione». Un richiamo che giunge dopo quello dei mesi scorsi del Presidente dell’OMCeO Roma, Antonio Magi e alle dichiarazioni registrate al “Forum Risk di Firenze” sia del ministro alla Salute Roberto Speranza («do un grande peso alla formazione continua in medicina e mi impegnerò da ministro a seguire un progetto di riforma di questo settore») sia dello stesso presidente FNOMCeo, Filippo Anelli.

«Ad un mese dalla scadenza del triennio – commenta il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella – è giustificata la forte attenzione su un tema che ha un grande valore etico, sociale ed anche economico come sa benissimo il ministro Speranza il cui ruolo è di garanzia e rappresentanza non solo degli operatori sanitari ma anche dei cittadini/pazienti e dei provider. Questi ultimi, insieme ai preziosi contenuti per tenere aggiornati i professionisti della sanità, producono anche un contributo al sistema formazione quantificato in almeno 16milioni di euro all’anno con un indotto di oltre 100mila lavoratori diretti e diverse migliaia indiretti». Tortorella evidenzia che la stragrande maggioranza dei medici rappresentati legalmente da Consulcesi, un terzo di quelli italiani, attribuisce un forte valore alla formazione continua ed è soprattutto nei loro confronti che il Sistema ECM deve dare prova di efficienza e virtuosità. 

«Dopo la sospensione del medico di Aosta – prosegue Tortorella – l’aggiornamento professionale dei medici è diventato un tema centrale, i rischi della mancata formazione sono alti e arrivano fino  alla sospensione e alla radiazione dall’Albo. Come di recente affermato dal Presidente Cogeaps Sergio Bovenga sono già partite lettere di richiamo di strutture nei confronti di personale non in regola, istanze di accesso agli atti all’interno di contenziosi e penalizzazioni nei concorsi sempre legate al mancato aggiornamento professionale». 

Per questo Consulcesi lancia un appello agli operatori sanitari a mettersi in regola sfruttando, visti anche i tempi stretti, le potenzialità tecnologiche della Formazione a distanza per evitare di incorrere in provvedimenti che penalizzerebbero la carriera professionale e li screditerebbero nei confronti di pazienti sempre più attenti ed esigenti sul tema. 



Tecniche Antistress certificate salva amore

Online il primo ebook “Antistress: Teoria e Pratica” a cura dell’endocrinologa Serena Missori. Le tecniche antistress che salvano l’amore certificate dai medici: Una vita di coppia sana passa anche dalla regola delle tre “C”.

La dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista: «Consapevolezza, conoscenza e coscienza per stare bene con se stessi e con il partner. Così lo stress da nemico diventa alleato»

“Omnia vincit amor et nos cedamus amori” (“L’amore vince tutto e noi cediamo all’amore”) scriveva il poeta latino Virgilio. In effetti, l’amore vince tutto: a cominciare dallo stress, un meccanismo di difesa necessario per la nostra sopravvivenza ma che dobbiamo imparare a gestire per non esserne sopraffatti, anche nel rapporto di coppia, perché può addirittura diventare nostro alleato. In occasione di San Valentino, Consulcesi Club, in collaborazione con il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, lancia un ebook (edito da Paesi Edizioni), on line gratuitamente su www.consulcesiclub.it, a disposizione di tutti i medici che vogliono saperne di più su come le tecniche antistress aiutino non solo la nostra salute, ma anche l’amore. Nell’ebook “Antistress: Teoria e pratica”, infatti, l’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori e il dottor Alessandro Gelli rivelano i segreti per controllare gli effetti negativi dello stress attraverso esercizi pratici, una corretta alimentazione e l’assunzione di integratori specifici. Fondamentale per ottenere risultati positivi – e tenersi stretto il partner – è la motivazione, presupposto imprescindibile per l’applicazione della regola delle tre “C”: consapevolezza, conoscenza e coscienza. Bastano poche facili tecniche da applicare ogni giorno per mantenere l’equilibrio psico-fisico e ritrovare la serenità perduta. Un allenamento quotidiano che nella sfera relazionale e sessuale allontana malumore, irritabilità e calo del desiderio. Consigli utili nella vita di tutti i giorni e preziosi per arrivare preparati (e rilassati) a San Valentino e trascorre in armonia con se stessi e con il proprio partner la festa degli innamorati. Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, illustra la portata innovativa dell’operazione: «Dopo il grande successo del progetto dei Film Formazione, l’aggiornamento medico diventa ancora più coinvolgente e accattivante grazie alla nostra nuova collana di e-book. Con un semplice clic la Formazione a Distanza è adesso sempre a portata di mano, in linea con le esigenze di una professione, come quella medica, in cui il tempo sembra non bastare mai». Punto di forza del progetto, l’individuazione di tematiche di forte interesse per i pazienti, per porre argine alla deriva della fake news in materia di salute, attraverso la predisposizione di contenuti divulgativi disponibili anche sui principali book store online. Ufficio stampa 3472207091 – 06.45209801

Leggi sulla Blockchain: Malta scommette per l’innovazione

Malta scommette su Blockchain, criptovalute e tecnologia DLT. L’1 novembre nell’isola sono entrate in vigore tre leggi che stabiliscono un quadro normativo per regolamentarle

Il 1° novembre a Malta sono entrate in vigore tre leggi che stabiliscono un quadro normativo che regolamenta la Blockchain, le criptovalute e la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology) confermandosi, così, Paese capofila al mondo nella certezza giuridica in questo ambito. Proprio la necessità di una regolamentazione comune che promuova l’innovazione e, al contempo, tuteli gli investitori è stato uno degli argomenti al centro del Malta Blockchain Summit, dove è emerso che essendo Malta uno Stato membro dell’Ue, la speranza di molti investitori è che questa «ondata regolatoria» attecchisca anche nell’Unione, spingendo altre nazioni a seguire l’esempio del Paese.

«Certezza del diritto e innovazione è un binomio vincente — ha sottolineato Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Tech, compagnia attiva negli ambiti della blockchain e della cyber security —. È importante creare un framework regolatorio adatto alle evoluzioni di una tecnologia dall’impatto rivoluzionario come la Blockchain. Questo settore può e deve essere regolamentato a beneficio di consumatori ed investitori: noi lo abbiamo dimostrato grazie a ConsulCoin Cryptocurrency Fund, il primo fondo d’investimento EU regolato dedicato a cryptocurrency e tecnologia Blockchain». L’Autorità di sicurezza finanziaria di Malta, infatti, spiega una nota della società, ha recentemente rilasciato la licenza per la costituzione del fondo, realizzato in collaborazione con Mashfrog, azienda Fintech che ha lanciato la prima ICO europea su AI applicata al settore dell’advisory robotizzato.

Dieta bambini estiva

“Poca frutta e verdura e troppi zuccheri!” L’allarme dei pediatri SIMPE: “il 50% dei bambini mangia male, e d’estate ancora peggio”

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli per una dieta estiva adatta a grandi e piccini, con un occhio di riguardo alla galassia delle vitamine B

La stagione estiva è sinonimo di vacanze e divertimento all’aria aperta, soprattutto per bambini e adolescenti, dopo un lungo anno passato sui banchi di scuola. Tuttavia, l’aumento delle temperature può generare inappetenza e difficoltà digestive, rendendo più difficile seguire un’alimentazione sana e regolare. Ma come mangiano i nostri bambini e, in generale, le famiglie italiane? A delineare un quadro, non del tutto positivo, è il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”.

COME MANGIANO I NOSTRI BAMBINI/RAGAZZI?

• Scarso consumo di verdura e frutta;
• Eccessivo consumo di proteine;
• Eccessivo consumo di grassi;
• Eccessivo consumo di zuccheri.

QUALI SONO LE ABITUDINI ALIMENTARI DELLE NOSTRE FAMIGLIE?

• Pasti irregolari;
• Assenza della prima colazione;
• Alimentazione spesso monotona;
• Assunzione squilibrata di micro e macro nutrienti.

Da un’indagine condotta sui pediatri è emerso che oltre il 46% dei bambini mangia male:
• Il 22,1% dei bambini segue un regime alimentare frammentario, carente e nel complesso non equilibrato;
• Il 24,5% dei bambini segue un regime alimentare del tutto squilibrato.
Tra coloro che non seguono una dieta adeguata, il 41,8% dei bambini ha oltre 10 anni, il 28,4% dei bambini ha tra i 6 e i 10 anni, il 19,5% dei bambini ha tra i 3 e i 6 anni e il 10,3% dei bambini ha tra 0 e 3 anni.

Ma quali sono gli accorgimenti per un’alimentazione sana in estate per i bambini (e gli adulti)?

FRUTTA E VERDURA IN ABBONDANZA. Verdura cruda o cotta al vapore, in modo da non perdere le sostanze nutritive, e frutta con la buccia, ricca della sua componente fibrosa, non devono mai mancare, soprattutto d’estate, per il loro apporto di vitamine B. Queste vitamine, infatti, agiscono su organi diversi del nostro corpo: le B1 e B2 migliorano l’attività dei muscoli e contrastano la sensazione di stanchezza favorendo una forma fisica ottimale, le B3 e B6 contribuiscono al rinnovamento e alla cura della pelle e, quindi, sono particolarmente indicate in estate per non rovinare la pelle con l’esposizione prolungata al sole.

NO A GRASSI E FRITTURE. Le proteine non sono sicuramente da demonizzare ma da scegliere con attenzione: meglio evitare la carne rossa, più grassa, e preferire pesce (non fritto), carne bianca e soprattutto legumi, che sono ricchi di sali minerali e vitamina B1, fondamentale per la buona funzionalità del sistema nervoso.
EVITARE LE BEVANDE GASSATE. Le bevande con le bollicine sono una tentazione irresistibile per i bambini, ma sarebbe meglio evitarle e preferire spremute d’arancia, frullati di frutta fresca e thè freddo, da preparare in casa.
SÌ AGLI SPUNTINI LEGGERI (SENZA DEMONIZZARE IL GELATO). In estate la regola è “mangiare meno, ma spesso”, offrendo ai bambini spuntini a base di frutta fresca e yogurt. Il gelato non è da demonizzare, ma sicuramente da gestire con accortezza, preferendo i gusti alla frutta rispetto alle creme che possono risultare difficili da digerire.

Il dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPe, è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

Instagram guida per i genitori: dagli hashtag pro-anoressia al ruolo degli influencer

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano un vademecum sul controverso rapporto tra il popolare social network e disturbi alimentari attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e  trattamento”

#Thinspirathion, #bodycheck, #thighgap, #boneinspiration: sono solo alcuni degli hashtag che su Instagram raccontano un mondo dove la sfida, spesso tra giovanissime, a chi mangia meno, mostra le gambe più esili o le ossa sporgenti, è ormai una realtà quotidiana. Se il popolare social network ha riconosciuto il problema già nel 2012, mettendo al bando 17 degli hashtag finiti sotto accusa per incitamento all’anoressia e alla bulimia, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno individuato centinaia di varianti lessicali che sfuggono alla
censura. Ma i rischi, soprattutto per le adolescenti, non si limitano a questi fenomeni estremi: anche il ruolo dei cosiddetti “influencer” è sempre più centrale nella diffusione di parametri estetici irraggiungibili (spesso
artefatti).

In un contesto dove oltre 3 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, in prevalenza donne e sempre più giovani, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida per un uso consapevole di Instagram, soprattutto tra le adolescenti attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento”.

LA CENSURA NON RISOLVE IL PROBLEMA. Oscurare siti internet e censurare hashtag può sembrare la soluzione più rapida, ma non affronta minimamente il problema del profondo disagio che è alla base di queste community virtuali. Con la repressione si ottiene solamente che si nascondano, ma il disturbo alimentare rimane inalterato. Molti dei “vecchi” blog pro-anoressia e pro-bulimia, cancellati dal web, oggi sono dei gruppi Whatsapp.

CI SI CONFRONTA SU INSTAGRAM PER SOLITUDINE. Postare slogan pro-anoressia, mostrare immagini di ragazze sempre più scheletriche, sfidarsi a chi fa scendere l’ago della bilancia più rapidamente. Sono comportamenti ai quali si arriva quando c’è già un problema di base, ci si sente soli e si cercano forme di
supporto e confronto. Instagram, che è il social network più popolari tra i giovanissimi, diventa così un mezzo per sfogare il proprio disagio, rischiando però di finire in una spirale incontrollata di consigli malsani.

NON È TUTTO ORO CIÒ CHE È FRUTTO DEI FILTRI DI INSTAGRAM. Giornali e tv hanno già contribuito a diffondere ideali estetici inaccessibili, aumentando il senso di inadeguatezza soprattutto tra donne e adolescenti: ma nell’era dei social network è inimmaginabile la pressione subìta dai giovanissimi nel confrontare
la propria immagine con quella degli altri, alla ricerca della loro approvazione. L’immediatezza delle immagini, le “stories”, la comunicazione apparentemente orizzontale tra gli influencer i loro seguaci, non rendono evidenti le strategie di chi lavora sui social, e riesce a veicolare un’immagine fittizia di perfezione che genera un disperato desiderio di emulazione.

L’UNICA ARMA È LA PREVENZIONE. Gli adolescenti di oggi sono dei “nativi digitali” e hanno a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze tecnologiche per confrontarsi con ciò che trovano in rete, ma non sono così preparati a livello psicologico. I genitori, al contrario, spesso sono ancora dei neofiti del web e non riescono a comprendere ciò che accade ai figli quando hanno in mano il loro smartphone. È quindi indispensabile saper cogliere i primi segnali d’allarme (utilizzo di indumenti larghi per nascondere la perdita di peso, iperattività fisica,
tendenza a mangiare da soli) per rivolgersi tempestivamente al medico, che deve essere adeguatamente formato per affrontare tutta una nuova panoramica di disturbi alimentari: non solo anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (l’esagerata attenzione per la qualità del cibo), la drunkoressia (la restrizione delle calorie in modo da poter consumare più alcol senza aumentare di peso) e la bigoressia (la preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi che induce alla dipendenza dall’esercizio fisico).

Il dottor Stefano Lagona è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e
trattamento”, realizzato in partnership con Consulcesi Club. “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM

Causa medici specialisti 1993-2006

IL QUADRO NORMATIVO

La vicenda dei medici specialisti dal 1993 al 2006 prende origine dalle normative approvate dalla comunità europea (direttive75/362/CEE 75/363/CEE 82/76/CEE) che prevedevano una serie di linee guida per la formazione dei medici volte ad uniformare la preparazione a livello europeo, nonché a stabilire la necessità
di un’adeguata remunerazione per le prestazioni svolte.
La nuova normativa avrebbe dovuto essere attuata a partire dal 1 gennaio 1983, ma l’Italia con estremo ritardo la rese operativa solo con il d.lgs. 257 del 1991. Dunque, solo a partire dalla data di entrata in vigore di tale decreto gli specializzandi iniziarono a percepire una borsa di studio di circa 11.000 euro l’anno, adempiendo agli obblighi di frequenza obbligatoria e di monte orario minimo.
Successivamente per rendere più organica la trattazione della materia veniva emanata la direttiva quadro 93/16/CE che sostituiva tutte le precedenti con lo scopo di riorganizzare la materia. L’Italia recepiva tale direttiva e le successive che l’avevano modificata (97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE, 99/46/CE) con il d.gls.
368/99. La nuova normativa cambiava sostanzialmente le condizioni dei medici specializzandi, e prevedeva contestualmente l’abrogazione del d.lgs. 257/1991. I medici durante il corso avrebbero dovuto essere inquadrati in uno specifico contratto di formazione-lavoro (poi solo formazione) da stipularsi con l’università e, pertanto, non avrebbero più preso solamente una borsa di studio, come era accaduto sino ad allora, ma una vera e propria remunerazione comprensiva di contributi assistenziali e previdenziali, nonché il
riconoscimento dell’anzianità di carriera. Il compenso mensile avrebbe dovuto essere pari al 75% di quello ordinario previsto per il settore sanitario.
Il Decreto legislativo 368/99 rimaneva però sospeso per quasi un decennio a causa della mancanza di fondi.
Infatti, l’art. 46 infatti prevedeva che gli artt. 39 e 41 relativi alla copertura economica sarebbero entrati in vigore solo dopo l’approvazione di un’apposita normativa che autorizzava le risorse economiche. Con il successivo d.gls. 517/99 la sospensione dell’operatività degli artt. 39 e 41 veniva estesa anche agli artt. 37 e 42 bloccando così di fatto anche l’applicazione dei contratti di formazione.
Solo con la legge finanziaria del 2006 le norme sospese venivano sbloccate e dunque a partire dall’a.a. 2006/2007, con l’ulteriore recepimento della direttiva 05/36/CE (con la legge comunitaria 13 del 2007) che abrogava e sostituiva la 93/16/CE il quadro normativo era completo ed in linea con le richieste comunitarie.
Pertanto dal 2007 dopo l’approvazione di tre ulteriori Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data 3 marzo, 6 luglio e 2 novembre l’Italia ha effettivamente recepito tutte le normative comunitarie in materia
di specializzazioni mediche.
In virtù di quanto esposto è evidente che a carico dello stato Italiano ci sia innanzitutto una responsabilità derivante dall’inadempimento degli obblighi comunitari. Le linee guida indicate dalla comunità europea sono
state attuate nel nostro paese con notevole ritardo e non nei confronti di tutti i destinatari. Inoltre, le inadempienze dello Stato hanno determinato un’evidente discriminazione a danno dei medici che dal 1993 in poi hanno percepito solo la borsa di studio da 11.000 euro, senza nemmeno la rivalutazione al tasso
annuale di inflazione. Infatti, lo svolgimento del corso di specializzazione in termini di modalità e impegni era identico a quello di coloro che si sono immatricolati a partire dal 2006, ciò nonostante questi ultimi avevano
avuto una remunerazione mensile di circa 26.000 euro e un contratto di formazione con tutti i vantaggi previdenziali e assistenziali connessi. Non si condividono le difese delle Amministrazioni secondo le quali le
previsioni del d.lgs. 368/99 modificavano il precedente regime, ma non obbligavano a renderlo uniforme con effetto retroattivo poiché l’adempimento degli obblighi comunitari era già avvenuto con il d.lgs. 257/91.
Tenuto conto del principio dell’adeguatezza del compenso stabilito dalle direttive europee, nel caso di specie con gli articoli da 37 a 39 del D.Lgs. n. 368 del 1999, in espressa attuazione della Direttiva 93/16, lo Stato italiano ha stabilito proprio quella misura di compenso adeguato, la determinazione del quale gli era stata
demandata dalla Direttiva.
Dunque il corrispettivo ivi istituito rappresenta, inoppugnabilmente, la quantificazione monetaria proprio di quell’adeguatezza alla quale allude in modo incondizionato e sufficientemente preciso la Direttiva.
Con la conseguenza che la Repubblica non poteva, da un lato rendere concretamente operante per gli specializzandi la previsione delle fonti europee in tema di diritto ad un compenso adeguato e, dall’altro, differire (esclusivamente per ragioni di compatibilità finanziaria, rese palesi dall’articolo 46 del menzionato D.Lgs. n. 368 del 1999) l’attribuzione del relativo trattamento.
In altri termini, non poteva lo Stato, il quale ha attuato e reso operante il precetto dell’adeguatezza del compenso, con la stessa legge, all’articolo 46, nonché con i successivi interventi rappresentati dal D.Lgs. n. 517 del 1999 e 266/2005, differire la corresponsione del compenso adeguato per proprie ragioni di compatibilità finanziaria (segnatamente, la capienza del fondo all’uopo destinato, istituito dall’articolo 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 428).

LA GIURISPRUDENZA

Numerose pronunce in questi anni hanno dato ragione ai medici specialisti 93-06 secondo tale ultima prospettazione (Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 22-04-2015, n. 8243; App. Roma Sez. lavoro, Sent., 18-02-2014, causa n.r.g. 3342/2011; Trib. L’Aquila, 20 dicembre 2013, n.r.g. 1525/2007, Corte di Appello di Roma, Sezione
I civile, sentenza n. 5566/2015 dell’08-10-2015, Corte di Appello di Torino, sentenza n. 961/2016, dell’8 giugno 2016), di contro altre decisioni sono di senso opposto. Quindi il quadro giurisprudenziale al momento non è ancora stabilmente definito e consolidato. Recentemente hanno avuto risonanza mediatica due sentenze della Corte di Cassazione che hanno rigettato la domanda di alcuni medici, le quali, tuttavia, non hanno affrontato tutte le questioni aperte dell’annosa questione.
La sentenza della Corte di Cassazione 4449/18 scaturisce da una causa incardinata per l’accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Università, che tuttavia non è oggetto specifico della
stragrande maggioranza del contenzioso in atto il quale si fonda sulla inadeguata attuazione delle direttive comunitarie e sulla disparità di trattamento.
Nella successiva ordinanza n. 6355/18 della Corte Cassazione, invece, è stata affrontata solamente la questione dell’inadempimento dello stato italiano (in sostanza la Cassazione ha precisato che l’inadempimento è cessato con l’emanazione del D.lgs. 257/1991 e non riguardava le successive normative),
senza entrare nel merito delle disparità di trattamento fra i medici che dopo il 93 hanno continuato a percepire la borsa di studio e quelli che dal a.a. 2006/2007 hanno avuto il contratto di formazione.

Peraltro tale decisione e solamente la prima che affronta direttamente tale argomento, sicchè non si può sostenere che vi sia una consolidata interpretazione sulla questione dei medici specialisti 93-06.
Del resto, proprio in tema di responsabilità dello Stato per mancata attuazione delle direttive comunitarie per le specializzazioni mediche anche in altre occasioni vi sono state pronunce contrastanti fra le diverse
sezioni della Corte di Cassazione ed anche all’interno della medesima sezione, con richiesta di intervento interpretativo della CGUE.
La causa dei medici specialisti oggi è più che mai attuale e anche se il panorama giurisprudenziale non è costante e netto come quello di altre cause collettive bisogna agire per fare in modo che si affermi una giurisprudenza definitivamente favorevole. I risultati potrebbero non essere immediati, ma l’esperienza insegna che quando come in questo caso il diritto è concreto e legittimo, chi la dura la vince!