Relazioni tossiche: l’amore patologico colpisce almeno il 5% della popolazione, eppure è sottodiagnosticato

Gori (docente Consulcesi): “Ce ne accorgiamo solo quando sfocia in gesti estremi,
necessaria sensibilizzazione tra medici ed educazione affettiva”

Roma, 19 ott. – Violenza, aggressività, comportamenti che rasentano quelli di un disturbo ossessivo-compulsivo: sono solo alcuni dei segnali visibili di una relazione disfunzionale e tossica che può originarsi da un caso di ‘limerenza’ ignorato.

Ad accendere i riflettori su una patologia tanto diffusa quanto ancora sconosciuta perfino dai professionisti della salute, è Maria Cristina Gori, neurologa e psicoterapeuta che con Consulcesi lancia il nuovo corso di formazione ECM “Limerenza: quando l’innamoramento diventa patologia”.

Una condizione che interessa ben il 5% della popolazione complessiva, ma secondo gli esperti sottodiagnosticata a tal punto da far pensare che le reali stime si aggirino attorno al 20%, “soprattutto fra gli adolescenti, maggiormente esposti all’influenza dei social media, ottimi facilitatori del processo di idealizzazione alla base di questa patologia”.

“Si tratta di uno stadio quasi ossessivo dell’amore romantico. Una condizione che parte dall’innamoramento, forma di delirio sebbene normalizzata e accettata, caratterizzata da un attaccamento e un bisogno di reciprocità estremi e che porta ad una progressiva alienazione da sé stessi e dalla realtà dalle pesanti conseguenze”, racconta la Gori cercando di delineare il complesso quadro di un fenomeno “assolutamente mentale” (ossia indipendente dai segnali mandati dall’altro) che può portare ad essere “disfunzionali nella quotidianità”, impattando il singolo e la comunità di cui fa parte.

“Si smette di essere genitori, figli, perfino compagni; si perde interesse nel mondo esterno, nella propria professione e in tutto ciò che non riguarda l’oggetto di limerenza; si diventa incapaci di guardare oggettivamente e razionalmente ai difetti di questo e non ci sarà comportamento o parola in grado di farci distogliere da questo intenso desiderio”, prosegue l’esperta che nell’e-book disponibile fino al 31 dicembre 2022 (termine ultimo per l’acquisizione dei crediti formativi obbligatori) raccoglie quanto si sa finora su questa condizione di innamoramento patologico, non mancando di evidenziare i rischi di una scarsa se non assente educazione affettiva nelle famiglie e nelle scuole italiane.

“Nei casi estremi, la limerenza può sfociare in atteggiamenti ossessivi e nei fenomeni di aggressività che ritroviamo sulle prime pagine dei giornali”, avverte la Gori che ribadisce il ruolo dei medici e di tutti i professionisti sanitari nella prevenzione e nella diagnosi precoce. 

Come spiega ancora la dottoressa, l’idealizzazione dell’amore che caratterizza la nostra Storia e che passa attraverso le arti e la letteratura, fa sì che ancora troppo spesso intendiamo l’amore solo in termini romantici, impedendoci di identificare la tossicità di un rapporto prima che questo sfoci in malessere, o peggio, in “comportamenti criminali”. 

“Sebbene non vi siano ancora dei criteri di diagnosi universalmente riconosciuti, alcuni strumenti sono già disponibili ai professionisti”, ricorda la Gori, “che dovrebbero essere in grado di riconoscere i segni premonitori di questa ed altre patologie della mente prima che queste danno luogo a situazioni limite e che dovrebbero sensibilizzare giovani e adulti all’ “arte di amare’”, conclude l’esperta citando il noto libro Erich Fromm.

Consulcesi – Massimo Tortorella

Test Medicina: con ricorso iscrizione con riserva per esclusi “ultima spiaggia”

Marco Tortorella, legale di Consulcesi: “Negli ultimi 20 anni lo strumento del ricorso alla giustizia amministrativa ha permesso a decine di migliaia di studenti, esclusi ai test di selezione alla Facoltà di Medicina, di iscriversi ai corsi, di studiare, di fare gli esami e infine di laurearsi. L’esperienza indica che gli studenti entrati con il ricorso, forse anche perché più motivati, sono tra coloro che possono vantare un ottimo percorso accademico”.

Roma, 14 ottobre 2022 – Buone notizie per l’esercito di esclusi al Test di Medicina: non tutto è infatti perduto. Il sogno di diventare un medico può continuare presentando un formale ricorso nei confronti del ministero dell’Istruzione e degli atenei coinvolti. In questo modo è possibile iscriversi a Medicina con “riserva” e iniziare il proprio percorso formativo come i candidati che hanno superato la prova d’ingresso. In presenza di irregolarità accertate o anche semplicemente dimostrando di essere idonei alla Facoltà di Medicina, seguendo i corsi e sostenendo gli esami, è possibile alla fine riuscire a ottenere l’iscrizione a tutti gli effetti alla facoltà desiderata. A spiegare il funzionamento di quella che possiamo definire l’ “ultima spiaggia” per gli studenti che sono convinti di esser stati ingiustamente esclusi ai test d’ingresso è stato l’avvocato Marco Tortorella, legale Consulcesi, in un webinar intitolato “Test Medicina e ora che succede?” che in pochi giorni ha già oltre 10mila visualizzazioni.

“Negli ultimi 20 anni lo strumento del ricorso alla giustizia amministrativa ha permesso a decine di migliaia di studenti, esclusi ai test di selezione alla Facoltà di Medicina, di iscriversi ai corsi, di studiare, di fare gli esami e infine di laurearsi”, riferisce l’avvocato Tortorella. “La nostra esperienza – continua – indica che gli studenti entrati con il ricorso, forse anche perché più motivati, sono tra coloro che possono vantare un ottimo percorso accademico. Segno, questo, che il sistema del Numero Chiuso attualmente in vigore in Italia non è adatto a selezionare gli studenti più meritevoli”.

Già nel 2018-2019, una sentenza del Consiglio di Stato aveva evidenziato le prime falle del Numero Chiuso. “In particolare, il Consiglio di Stato ha ritenuto inadatto l’utilizzo della capacità ricettiva degli atenei, cioè quanti studenti possono accogliere nelle loro facoltà, come unico parametro per stabilire i posti disponibili nelle varie facoltà di Medicina. In quell’occasione il Consiglio di Stato ha evidenziato la necessità di considerare nella scelta del numero dei posti anche il fabbisogno nazionale”. L’anno seguente i posti disponibili sono aumentati di 1500. “Come se magicamente gli atenei avessero scoperto di avere più posti da un anno all’altro”, ironizza Tortorella. Questa sentenza, inoltre, è importante perché ha consolidato le posizioni di quanti si erano iscritti con riserva, che hanno così potuto continuare a frequentare i corsi e a sostenere gli esami. “Gli studenti ricorrenti – continua il legale – hanno dimostrato di essere idonei perché sono andati avanti con successo con il loro percorso accademico”, precisa Tortorella. È invece recente, precisamente di qualche settimana fa, l’ultimo provvedimento del Consiglio di Stato con il quale è stato accolto il ricorso di alcuni studenti, iscritti con riserva, e che ora sono a tutti gli effetti studenti di Medicina. 

Dopo i test di Medicina di quest’anno, in base alle numerose segnalazioni pervenute a Consulcesi, si prevede un numero record di ricorsi. “In questa fase stiamo valutando le numerose segnalazioni che provengono dai candidati che hanno partecipato e che sono stati esclusi”, riferisce Tortorella. “Le segnalazioni riguardano diverse irregolarità, come ad esempio domande e risposte sbagliate o il mancato controllo sull’accesso di dispositivi durante la prova, e le stiamo verificando a una a una per cercare di capire quali di queste potranno essere oggetto di un ricorso davanti all’autorità amministrativa”, aggiunge. 

Il consiglio del legale è quello di non aspettare troppo tempo. “Il ricorso si avvia dando mandato all’avvocato che poi agisce nei confronti del ministero e degli atenei”, spiega Tortorella. “Attraverso un’istanza cautelare in tempi ragionevolmente brevi, nel giro di 2-3 mesi, si può ottenere l’iscrizione con riserva. Ma è importante – sottolinea – mantenere la conferma della graduatoria, un onere che abbiamo contestato ma che c’è e che va assolto periodicamente. Nel frattempo, ci si può iscrivere ad altre facoltà, magari affini a quella di Medicina in previsione di un futuro riconoscimento dei crediti. Qualora si riuscisse a ottenere l’ordinanza cautelare – conclude – il consiglio è quello di fare del proprio meglio per dimostrare e confermare la propria idoneità e consolidare in questo modo la propria posizione”.

PNRR, Tortorella (Consulcesi): “Formazione nel Metaverso chiave per il futuro della Digital Health

Durante l’Audizione in Commissione Affari costituzionali, l’AD Consulcesi ha evidenziato come cogliere l’opportunità del PNRR per attuare una vera digitalizzazione del sistema sanitario 

“La cultura Digitale è la chiave per la piena adozione delle Tecnologie del settore sanitario”. È il messaggio lanciato da Andrea Tortorella, Amministratore Delegato Consulcesi, a margine dell’audizione alla Commissione Affari costituzionali sul tema della Realtà virtuale, aumentata e Intelligenza Artificiale al quale ha partecipato stamani.

Realtà virtuale e realtà aumentata costituiscono un importante strumento al servizio di modelli innovativi in sanità, soprattutto nei campi della telemedicina, della sicurezza e della formazione medica. Accogliamo con grande entusiasmo la spinta che arriva dal PNRR per la digitalizzazione dei servizi sanitari e siamo lieti di contribuire al dibattito aperto dalla Commissione Affari costituzionali”,  prosegue Tortorella, al vertice dell’azienda di formazione del personale medico-sanitario che fa dell’innovazione tecnologica asse portante del suo sviluppo. 

In ambito di digital health, con l’arrivo del Covid-19 abbiamo assistito ad una prima importante implementazione della telemedicina, che finalmente è stata individuata come un modo facile e sicuro per raggiungere un numero sempre maggiore di pazienti. Secondo una recente indagine (Capterra), in Italia l’86% dei pazienti l’ha utilizzata per la prima volta durante il Covid-19 e il 45% lo ha fatto proprio per evitare un possibile contagio, riuscendo a scardinare una vecchia diffidenza nei confronti di questa modalità di relazione medica, che però va ancora implementata pienamente.  

 Altre soluzioni tecnologiche, come la blockchain, stanno riscontrando un crescente supporto da parte di istituzioni pubbliche e private, e gli investimenti riservati nel PNRR ne sono una prova. La blockchain in sanità consente infatti, una maggiore sicurezza attraverso la tracciabilità delle operazioni, negli ambiti che vanno dalla filiera del farmaco alla ricerca clinica alla formazione.   “Le nuove tecnologie possono e devono giocare un ruolo cruciale nel miglioramento dell’assistenza sanitaria nazionale. Tra i molteplici benefici, vi è sicuramente il miglioramento dei servizi di prossimità grazie ad un maggiore coordinamento delle cure e la condivisione sicura dei dati. Ma anche in termini di formazione i professionisti della salute possono trarre enormi benefici dall’utilizzo delle tecnologie e i corsi da remoto, senza alcun tipo di rischi e in grado di riprodurre scenari reali sono solo un esempio”, aggiunge Tortorella.

Le nuove tecnologie rivoluzioneranno anche la formazione medica, secondo Tortorella. Il Metaverso è il luogo ideale dove vivere esperienze educative: dal team building al medicale, il nuovo universo virtuale ha il vantaggio di aiutare a ricreare laboratori, sale operatorie, simulazioni realistiche utili all’apprendimento e all’aggiornamento continuo delle competenze. E inoltre, la sicurezza, in quanto nel processo di formazione fondamentale
è la certificabilità. L’utilizzo della blockchain, proprio per la sua natura “notarizzante”, permette ai professionisti sanitari di certificare in modo inoppugnabile e immutabile il proprio percorso formativo. 

Consulcesi si impegna ad assumere un ruolo di primo piano nel percorso di conoscenza e educazione del paziente nell’ambito dell’adozione delle tecnologie Digital Health. Siamo convinti che l’avvento di queste piattaforme, annunciate anche nel PNRR, debba essere affiancato dalla diffusione di contenuti utili a creare cultura sul pieno e completo utilizzo di questi strumenti e risorse, per evitare di sprecare l’incredibile opportunità data dal Metaverso, conclude Andrea Tortorella. 

Consulcesi – Massimo Tortorella

Doping: più educazione agli atleti e più formazione per i medici, l’appello dell’endocrinologo Toscano (AME)

L’educazione sul gioco pulito dovrebbe essere un elemento costante nel percorso di sviluppo degli atleti, parte integrante del loro allenamento. Questa una delle priorità emerse dall’ultima indagine dell’Organizzazione Anti-doping del Regno Unito, sposata da Toscano. 

Più educazione per gli atleti, quindi ma anche più formazione per i medici che sono chiamati a fare scelte complesse, come le esenzioni di controlli a fini terapeutici (TUE). 

Nella ricerca condotta dall’UKAD “sui comportamenti e sulle influenze del Personale di supporto dell’atleta nella pratica di uno sport pulito” pubblicata in questi giorni preparatori atletici, allenatori e staff intervistati dichiarano di avere la necessità di approfondire la conoscenza in materia di anti-doping, anche attraverso confronti con altri professionisti così da aumentare la loro consapevolezza in materia e garantire una maggiore coerenza nei messaggi divulgati tra gli atleti. Necessità di formazione raccolta da Consulcesi, che ha realizzato un corso interamente dedicato a questo tema dal titolo Doping. Riconoscere e contrastare il fenomeno dello sport amatoriale. 

“Tutti i professionisti della salute devono essere in grado di riconoscere l’abuso di sostanze dopanti, conoscerne sintomi e rischi al fine di poter svolgere una corretta prevenzione e una maggiore promozione di uno sport sano”, commenta l’endocrinologo Vincenzo Toscano, docente del corso Consulcesi Club sulle sostanze anti doping e docente di Endocrinologia presso l’Università Sapienza di Roma che nel nuovo corso ECM fornisce nozioni sull’epidemiologia del fenomeno tra gli sportivi amatoriali, gli ultimi aggiornamenti sulla regolamentazione vigente e le linee guida per i trattamenti.

Il corso è incentrato sul doping amatoriale, un fenomeno sommerso e senza controllo. “A differenza dello sport agonistico, quello che succede nell’attività amatoriale rimane in un sottobosco difficile da individuare” sostiene Toscano. Per questo, i medici e gli operatori sanitari sono chiamati a fare da ‘sentinelle’ per riconoscere e contrastare il problema in tempo.  Il corso intende sensibilizzare endocrinologi, diabetologi e andrologi alle problematiche legate al doping, ma anche di chiarire il ruolo dell’endocrinologo nel processo di domanda dell’esenzione per fini terapeutici (therapeutic use exemption, TUE) di sostanze proibite, ma essenziali, negli atleti endocrinopatici.

Nel corso, disponibile anche per il pubblico in formato e-book, vengono inoltre approfondite le diverse categorie di sportivi e la frequenza dei casi di doping tra queste, con il fine ultimo di sensibilizzare i professionisti della salute sulla diffusione del fenomeno, oltre alle conseguenze mediche e legali correlate.

Agricoltura: mancano 106 mld di crediti all’agricoltura nel sud del mondo, le quattro priorità

(AGI) Roma, 8 apr. – Sostenere un ambiente favorevole ai prestiti fornendo sostegno alle PMI agricole e fare un uso migliore degli investimenti che arrivano da fonti pubbliche e filantropiche. Sono queste due delle quattro priorità di intervento indicate nel rapporto CASA ( Commercial Agriculture for Smallholders and Agribusiness ) nell’Africa subsahariana e nel sud-est asiatico. Il programma CASA ha pubblicato “Lo stato del settore agro-PMI: colmare il divario finanziario”. Lo studio evidenzia un divario finanziario di ben 106 miliardi di dollari in quelle aree nel settore agricolo

Consulcesi – Massimo Tortorella

Medici ex specializzandi, Corte Giustizia e Commissione Europea danno ragione a Consulcesi: i Tribunali Italiani si devono adeguare. “Rivalutazione interessi e stop alla prescrizione”

Dal Lussemburgo confermati i rimborsi agli “ante ‘82” e sanciti i principi da sempre espressi dal pool di legali che ha già ottenuto oltre 600milioni di euro in favore di migliaia di medici

Storica sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla vicenda dei medici ex specializzandi. Riconoscendo appieno il principio giuridico da sempre sostenuto dal pool di legali di Consulcesi, andando così a risolvere la controversia giurisprudenziale determinatasi dinanzi alla Corte di Cassazione, i giudici di Strasburgo hanno confermato il diritto all’adeguata remunerazione ai medici iscritti prima del 1982 al corso di specializzazione e al conseguente rimborso per risarcimento danni. 

La sentenza in oggetto crea, dunque, i presupposti giuridici per un nuovo orientamento delle Corti nazionali chiamate a pronunciarsi nelle cause causate dalla mancata attuazione delle direttive Ue in materia da parte dello Stato italiano. Come si ricorderà sono centinaia di migliaia i medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza l’adeguata remunerazione e, proprio grazie al lavoro dei legali di Consulcesi, in loro favore sono stati già riconosciuti oltre 600milioni di euro con la spesa per le casse pubbliche ora destinata a lievitare fino a diversi miliardi di euro.  

“La Corte Europea – commenta l’avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso – ha confermato l’orientamento da noi sempre sostenuto e che, peraltro, era già stato preferito dalle Sezioni Unite e dalla Commissione Europea: anche gli iscritti prima del 1982 hanno diritto alla adeguata remunerazione e, quindi, al risarcimento dei danni, ovviamente solo in riferimento agli anni di frequenza a partire dal 1983”. L’avvocato pone poi in evidenza un concetto fondamentale sulla vicenda degli ex specializzandi: “Questa pronuncia varrà ovviamente anche in tutti gli altri giudizi nei quali si tratta delle questioni relative agli iscritti prima del 1982”. 

Riguardo il tema della rivalutazione e degli interessi, va ricordata la presa di posizione della Commissione Europea che nelle memorie aveva anche affermato che il diritto al risarcimento del danno ricomprende il danno emergente, il lucro cessante, gli interessi (cd. compensativi: secondo un tasso congruo e le perdite supplementari che essi possano provare).  “Secondo la Commissione Europea le norme comunitarie (art. 288 TFUE e art. 43 TUE) – prosegue l’avvocato Tortorella – perciò si oppongono in particolare a una disposizione nazionale quale quella dell’articolo 11 comma 1, ultima frase della legge 370/99 secondo cui non si dà luogo al pagamento di interessi e di importi per rivalutazioni monetarie”. Questo, chiaramente, porterà a prevedere congrui risarcimenti che possono anche portare a triplicare le somme. 

Quanto affermato dalla Commissione Europea potrà incidere, inoltre, in merito al tema della decorrenza della prescrizione, atteso che proprio la legge n. 370/99, ritenuta in contrasto con le norme comunitarie, era stata sino ad ora ritenuta dalla Cassazione quale termine di inizio dei dieci anni.

Alla luce di tali importanti novità, nei giudizi ancora pendenti presso le Corti italiane si insisterà con maggior forza affinché la questione sull’ammontare del risarcimento, sulla rivalutazione e gli interessi, nonché sulla prescrizione venga rimessa dinanzi alla Corte di Giustizia Europea in modo che quest’ultima – anche su tali questioni – si pronunci sulla corretta applicazione delle norme comunitarie.

Sulla scia delle importanti conferme che arrivano dalla Corte Europea, i legali di Consulcesi invitano “i medici specialisti a portare avanti i contenziosi sempre con maggiore forza e convinzione per evitare di perdere la chance di far valere il proprio diritto”. 

Non arrendersi nel portare avanti la propria azione legale rivendicando così i propri diritti, è possibile contattando l’800.122.777 oppure direttamente attraverso il sito www.consulcesi.it.  

Massimo Tortorella

Tumori: esperto, il problema della malnutrizione è ancora troppo trascurato

L’endocrinologo AME Vincenzo Toscano invita i medici ad aiutare i pazienti oncologici ad affrontare la malattia a tavola. Il tema viene affrontato nel corso di formazione professionale Ecm di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club “Il supporto nutrizionale al paziente oncologico”.

Il cancro si combatte anche a tavola, ma pochi pazienti lo sanno. E molti medici lo trascurano. A puntare i riflettori sulla “cattiva nutrizione” del paziente oncologico è Consulcesi il provider di formazione professionale con Vincenzo Toscano, endocrinologo dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), alla vigilia del World Cancer Day. “Nonostante la letteratura scientifica sia ricca di studi che mostrano il ruolo fondamentale dall’alimentazione in presenza di una patologia oncologica, la malnutrizione rimane un problema trascurato dai pazienti e anche dai medici”, spiega Vincenzo Toscano, coordinatore dell’Associazione Medici Endocrinologi. Da qui l’idea di lanciare il corso di formazione professionale Ecm di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club intitolato “Il supporto nutrizionale al paziente oncologico”, coordinato da Toscano. 

“Si stima che, a seconda del tipo di tumore e dello stadio di malattia, circa il 30-50% dei pazienti oncologici siano malnutriti o a rischio malnutrizione”, afferma Toscano. “Nel paziente oncologico la malnutrizione, nelle sue diverse forme, ha un impatto negativo sulla prognosi, sulla risposta e tolleranza ai trattamenti e sulla qualità di vita, aggiunge. Ci sono evidenze solide secondo le quali la malnutrizione è un vero e proprio predittore indipendente di aumentata morbilità e mortalità e la perdita di peso e di massa muscolare inducono un maggior rischio di tossicità da chemioterapia. Lo studio osservazionale italiano PreMiO (Prevalenza della malnutrizione in Oncologia), pubblicato nel 2017, ha evidenziato su quasi 2000 pazienti arruolati al momento della prima visita oncologica che il 51% presenta uno stato nutrizionale deficitario; di questi il 9% risulta già chiaramente malnutrito mentre il 42% è a rischio di malnutrizione. 

“La malnutrizione in oncologia è un aspetto purtroppo comune in oncologia, tuttavia di non semplice risoluzione”, sottolinea Toscano. “Ma non per questo. La Giornata Mondiale contro il Cancro può essere quindi l’occasione per portare all’attenzione degli operatori sanitari – continua – l’importanza di fornire ai pazienti un adeguato supporto nutrizionale, che va considerato a tutti gli effetti un elemento imprescindibile del percorso terapeutico”.

Nel corso coordinato da Toscano si spiega in maniera pratica come affrontare il problema, dalla valutazione iniziale agli interventi terapeutici effettuabili. “L’obiettivo è quindi quello di dare agli operatori sanitari una visione completa della nutrizione in oncologia, dalla diagnosi alla terapia alimentare, suggerendo un percorso completo che comprenda tutti gli step necessari ad impostare una corretta dietoterapia”, conclude Toscano.

Ufficio stampa Consulcesi – Massimo Tortorella

Gonfi e stanchi, dieta detox contro “sindrome post-abbuffate”

Da Serena Missori endocrinologa, nutrizionista e docente della series Ecm “Gusto è Salute” di Consulcesi consigli utili per rimettersi in carreggiata dopo gli eccessi natalizi

Gonfiore, pesantezza, sensi di colpa… Sono tantissimi gli italiani che in questi giorni stanno pagando caro il prezzo degli eccessi a tavola delle recenti feste natalizie. L’errore più comune che molti fanno è quello di voler rimediare con schemi di digiuno fai da te. “Ma questa è la cosa più sbagliata che si possa fare”, avverte subito Serena Missori endocrinologa, nutrizionista e docente del corso della serie formativa “Gusto è Salute”, organizzata da Consulcesi di Massimo Tortorella.

L’esperta, quindi, elenca una serie di suggerimenti utili da seguire. “Si può e di deve essere indulgenti con sé stessi”, dice. “Non c’è nulla di sbagliato nell’aver goduto dei tipici alimenti natalizi. Inoltre, i sensi di colpa possono portare a prendere decisioni sbagliate”, aggiunge. Quindi nessuna strategia drastica.

“La prima cosa che si può fare – consiglia Missori – è aumentare, anche lievemente, l’attività fisica: qualche passeggiata più lunga o più frequente, 30 minuti in più in palestra e così via”. Una maggiore attenzione va anche all’idratazione e al suo potente effetto detox. “Non bisogna dimenticarsi di bere molto”, dice Missori. “Può essere d’aiuto anche mettere un promemoria sul cellulare per ricordarsi di bere 1 bicchiere ogni ora!”, aggiunge, raccomandando anche il consumo di tisane purificanti. “Un contributo all’idratazione può arrivare anche dal consumo di più verdura amara, come il radicchio, la cicoria, le puntarelle, che drenano i liquidi e purificano fegato ed intestino”, sottolinea l’esperta. “Per depurarsi da grandi abbuffate c’è bisogno di molto zolfo per attivare le funzioni enzimatiche epatiche di detossinazione, quindi non farti mai mancare le crucifere”, aggiunge. Per qualche giorno, Missori, suggerisce di limitare o evitare gli alimenti che tendono ad ingolfare di più il corpo. “Meglio rinunciare ai latticini, ai farinacei con glutine e agli affettati ricchi di conservanti”, dice.

Inoltre, rimediare agli eccessi natalizi può essere anche una buona scusa per imparare a mangiare meglio sempre, seguendo qualche regola di base. “In generale, si devono ridurre gli zuccheri semplici e la quota giornaliera di grassi, aumentando invece le porzioni di frutta e verdura”, dice Missori. “Può essere d’aiuto fare attenzione ai condimenti e in generale preferire metodi di cottura veloci in padella e al forno, che sono anche i più salutari”, aggiunge.

La colazione, anche in questa fase detox, ha un’importanza cruciale. “Deve essere ricca di fibre, vitamine, minerali, proteine e lipidi buoni per accendere il metabolismo e non far avere cali energetici durante la mattinata”, dice Missori. “A pranzo sarebbe meglio prediligere carboidrati integrali (senza glutine come avena o riso) e proteine magre, condire con olio extravergine di oliva e peperoncino: si avrà così un’azione antigonfiore e drenante. Due volte a settimana – continua – associa anche una tisana a base di Cardo Mariano per aiutare l’effetto detossificante”. Infine, a cena, secondo l’esperta, si può optare per verdura amara saltata in padella, a cui si può associare una fonte di cereali integrali e a una piccola quota di proteine.

Infine, qualche piccolo trucchetto. “Mastica sempre con attenzione, anche se stai lavorando mentre mangi. Almeno 15 volte per boccone!”, suggerisce. Due semplici consigli a chi è ritornato al lavoro al pc. “Per favorire la circolazione sanguigna e linfatica, evita di accavallare le gambe e solleva di tanto in tanto i talloni da terra premendo sull’avampiede e ruotare le caviglie in ambo i sensi. Così aiuterai il ritorno venoso – continua – e linfatico evitando l’accumulo di liquidi che genera acidosi e quella fastidiosa sensazione di formicolio e di addormentamento degli arti”. E conclude: “Dopo il pranzo al pc, se non si ha la possibilità di alzarsi per qualche minuto, è bene effettuare 6-8 torsioni del busto per far sì che il pasto non rimanga sullo stomaco e coadiuvarne la digestione”. 

Test medicina. Tortorella (Consulcesi): “Azione legale unica via contro numero chiuso”

“L’azione legale rimane l’unica opzione contro il numero chiuso”. È la risposta che dà Massimo Tortorella, presidente Consulcesi all’annuncio del Ministro dell’Università Maria Cristina Messa della permanenza del Numero Chiuso anche per il prossimo anno.  Un annuncio che va in senso contrario a quanto dichiarato in precedenza, quando, a pochi giorni dal termine dei test, aveva mostrato interesse e vicinanza agli studenti esclusi e aveva ammesso irregolarità e falle del sistema selettivo. Al dietro front ministeriale, monta la delusione per i migliaia di  studenti esclusi. “Per loro, l’unica via rimane l’azione legale”, dichiara Massimo Tortorella,. Il network legale è subissato di richieste di informazioni, in questi giorni, perché la possibilità di fare ricorso per avere una chance di entrare alla Facoltà di Medicina è agli sgoccioli.  

commenta Tortorella. “Un paradosso tutto italiano è il sistema del numero chiuso, – commenta Tortorella – da un lato la carenza cronica di medici dall’altro la limitazione dell’accesso alla Facoltà. Senza una soluzione, e con una popolazione sempre più longeva e anziana, presto la sanità italiana si troverà ad affrontare una vera e propria emergenza di carenza medici” commenta Tortorella.   

9 medici su 10 minacciati da fake news: Consulcesi lancia il servizio legale ‘diritto all’oblio’ per difenderli

La ricerca di Consulcesi rivela che il 60% degli operatori sanitari è interessato a verificare i contenuti Internet correlati al suo nome e potenzialmente lesivi alla privacy e all’immagine digitale. 

Le fake news possono rendere la vita professionale di un medico un vero e proprio inferno. I camici bianchi lo sanno bene, tanto che più di 9 su 10 vivono questo fenomeno come una vera e propria minaccia. E, nonostante 1 su 5 abbia provato questo abuso sulla propria pelle, quasi la metà di loro non sa che il “diritto all’oblio” garantisce la cancellazione dei propri dati personali pubblicati sul web. Di conseguenza, quasi l’80% delle vittime ha cercato di risolvere il problema da solo. 

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dall’indagine promossa da Consulcesi su oltre 1323 professionisti. Il report mostra che oltre il 60% degli operatori sanitari coinvolti nella ricerca è interessato a un servizio che permetta di verificare i contenuti pubblicati su Internet correlati al suo nome e potenzialmente lesivi alla privacy e all’immagine digitale. In particolare, gli operatori sanitari vorrebbero accedere a un servizio semplice da utilizzare, affidabile e sicuro.

“I medici sono ben consapevoli di quanto sia importante avere una buona reputazione sul web, spiega Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi. “La nostra ricerca mostra che gli operatori sanitari visitano ogni giorno i quotidiani di informazione generica e legata al mondo sanitario e naviga sui social network, in particolare Facebook e YouTube. Non solo. I medici – continua – utilizzano nella relazione con il paziente email e telefonate, ma anche applicazioni di messaggistica istantanea come Whatsapp e Telegram”

Con la pandemia la relazione “a distanza” con i pazienti è diventata ancora più frequente. “Durante la pandemia – riferisce ancora Tortorella – sono anche molti i medici che si sono trovati ad avere delle recensioni negative sul web. In alcuni casi, molti professionisti della sanità hanno visto apparire il proprio nome tra le notizie relative ad una causa legale in corso, notizie pubblicate dalla stampa prima della sentenza e mai rimosse anche a fronte di una assoluzione”

Consulcesi ha istituito il servizio legale “diritto all’oblio” per la rimozione di contenuti critici, falsi o scorretti che possano compromettere la professionalità dei camici bianchi. “Il diritto all’oblio – spiegano i legali Consulcesi – è il diritto di una persona fisica, non giuridica, ad ottenere la deindicizzazione o la cancellazione di un link relativo alla notizia che la riguarda quando questa non riveste più interesse pubblico, soprattutto a causa del trascorrere del tempo. I dati personali possono essere infatti trattati solo per il tempo necessario a soddisfare lo scopo per il quale sono stati raccolti”. Dopo un’analisi gratuita dei contenuti, ed una attenta valutazione legale, il team di esperti elimina le notizie false, i commenti ingiuriosi, le informazioni lesive per l’immagine e i dati trattati illecitamente secondo la normativa vigente e il diritto all’oblio riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Per contattare i legali Consulcesi, è attivo il numero verde 800-122777. 

Test Medicina: oltre 45 mila esclusi dalle graduatorie. Tortorella, Consulcesi: “Gli studenti dicono basta, boom di ricorsi”.

Attenzione: solo 60 giorni di tempo per tutelare il proprio diritto allo studio

Quest’anno sono oltre 45 mila gli aspiranti medici esclusi dalle graduatorie di accesso alla facoltà di Medicina. Degli oltre 60 mila partecipanti al test, infatti, solo un quinto riuscirà ad immatricolarsi. Tra irregolarità e sospetto di concorsi truccati gli studenti sono esausti, ci sarà boom di ricorsi” così il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella a un giorno dal primo scorrimento della graduatoria nazionale del test di medicina 2021.

Sono 14.020 i posti disponibili, una cifra ridicola sia in termini di opportunità, che in termini di utilità socio assistenziale vista la carenza di medici nel nostro Sistema sanitario, continua.  

Il test di medicina, oltre alle irregolarità che hanno riguardato l’utilizzo di cellulari nel corso della prova, la violazione dei tempi di consegna e dell’anonimato degli studenti, oltre al conflitto di interessi tra i rappresentanti degli Ordini dei medici che facevano parte della commissione con il ruolo di definire i posti disponibili, vi sono stati dei gravi errori nella prova stessa che hanno compromesso lo svolgimento del test e l’attribuzione dei punteggi”, prosegue Tortorella.

Tuttavia, il Ministero ha annullato soltanto una domanda delle quattro domande errate. Si tratta della domanda 56 per la quale è stato attribuito un punteggio pari a 1,5. Mentre per le risposte 2, 21 e 23 le soluzioni corrette non erano quelle indicate e messe a disposizione da AccessoProgrammato. 

La toppa è stata peggio del buco e fa emergere l’inadeguatezza di un sistema che non si basa sulla meritocrazia e che utilizza degli strumenti di selezione del tutto inadeguati. Lo sportello informatico di Consulcesi riguardo al numero chiuso è stato inondato da subito di segnalazioni riguardo svolgimenti impropri della prova. A tal proposito, i nostri esperti stanno già lavorando per predisporre i diversi ricorsi nei tempi previsti dalla legge”, Conclude Tortorella.

 I tempi per la presentazione del ricorso, infatti, sono abbastanza stretti: 60 giorni per gestire tutte le pratiche e predisporre i documenti in modo corretto per arrivare preparati alla scadenza. Per questo è importante affidarsi a professionisti del settore che possano seguire tutto l’iter. In questo, la lunga storia del network legale Consulcesi/Numero chiuso che da anni gestisce questo tipo di cause con importanti risultati, rappresenta una realtà affidabile per ottenere giustizia.

Per informazioni e segnalazioni è possibile accedere allo Sportello Legale sul sito www.numerochiuso.info/ o chiamare il numero verde 800189091.